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Storia dei biglietti da visita: da Walt Disney a oggi

La nostra ricerca oggi si sposterà in un campo che non abbiamo mai trattato su questo portale ma che è davvero molto affascinante: l’ evoluzione dei biglietti da visita, passando dai più famosi all’odierna stampa digitale. Sembra strano che nell’era digitale vi siano ancora questi cartoncini rettangolari, eppure perdurano da secoli e non hanno intenzione di smettere di essere presenti nelle nostre vite. Vediamo dunque qual è la storia dei biglietti da visita in questo breve articolo.

Molti non sanno che il biglietto da visita ha origini antichissime, i primi ad introdurlo furono i cinesi, poiché era tradizione quando si faceva visita al Mandarino, presentare le proprie credenziali su un pezzetto di carta completo di nomi e titoli. L’invenzione ufficiale del biglietto da visita però viene attribuita alla Francia nel 1700 circa, e da allora l’evoluzione dei cartoncini rettangolari non si è più fermata. Walt Disney stesso agli inizi della sua carriera quando era ancora sconosciuto, era solito creare da sé il design particolare dei suoi, di cui avete un esempio nell’immagine di testata.

L’uso del biglietto da visita è diventato sempre più comune, soprattutto fra gli uomini d’affari ma anche fra la gente comune, in Giappone ad esempio non presentare un proprio biglietto da visita è considerato maleducazione poiché è uno dei primi gesti da compiere quando si incontra qualcuno per la prima volta.

L’arrivo del pc e dell’era digitale ha spostato questo fenomeno sul web, trasformando i biglietti da visita classici in un formato elettronico da inviare via mail o tramite messaggio sugli smartphone, ma nonostante questa digitalizzazione, la stampa dei biglietti da visita è ancora molto in voga, grazie a tipografie online come 4Graph.

Inutile dire che questi piccoli pezzi di carta sembrano destinati a perdurare ancora per molto tempo, nonostante l’evoluzione tecnologica. Vedremo dunque come la loro storia proseguirà.

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Scegliere con criterio il tapis roulant giusto

Uno degli strumenti più diffusi in ambito casalingo per mantenersi in forma è il tapis roulant. Per i pochi che ancora non lo conoscono si tratta di uno strumento ginnico, molto usato nelle palestre per riscaldarsi, che permette all’utente di correre o camminare velocemente sul posto con vari gradi di pendenza e resistenza della superficie calpestabile a differenti velocità.

Per chi non ha tempo di uscire e andare a correre è sicuramente un buon aiuto, anche se ricordate che la corsa vera e propria darà sempre benefici maggiori. Ma questi strumenti hanno anche un certo costo a seconda delle caratteristiche e delle funzioni più o meno complesse di cui possono essere accessoriati. Ecco che scegliere con criterio diventa fondamentale per non buttare soldi in articoli troppo complicati ed inutili per i vostri allenamenti.

Una delle prime cose da tenere in considerazione è la misura della superficie calpestabile. Lo standard per legge è di 40x120mm, più piccolo potrebbe risultare scomodo e addirittura pericoloso perchè studi dimostrano che una superficie calpestabile inferiore tende a provocare molte più cadute ed infortuni. Scegliete sempre dunque minimo questa misura, poi a seconda del tipo di allenamento che andrete a fare, più o meno intensivo, potrete anche pensare di prendere un tapis roulant con dimensioni maggiori.

L’inclinazione elettrica che può raggiungere un tapis roulant è un altro fattore da non sottovalutare. Verificare che la pendenza dichiarata sulle caratteristiche sia quella effettivamente raggiunta, di media 10 o 15%, è importante poichè oltre a non prendere una fregatura, vi assicurerete un incremento nell’ intensità di allenamento senza aumentare la velocità.

I programmi di allenamento sono la terza cosa da osservare con attenzione. I migliori tapis roulant infatti presentano quasi sempre oltre ai programmi di allenamento preimpostati, la possibilità di crearne di personalizzati su misura di chi lo utilizza.

Un altra caratteristica importante per chi corre è il piano ammortizzato, componente fondamentale per ridurre l’impatto ed il carico di lavoro sulle articolazioni. I migliori riducono addirittura l’impatto del 30%.

Ultima cosa da tenere presente durante la scelta del tapis roulant è ovviamente la marca del produttore. Esistono ormai tantissime aziende che producono strumenti ginnici, ma una scelta ben oculata è importante. Ecco perchè è sempre meglio puntare su nomi noti ma che sopratutto siano presenti sul mercato da molto tempo.

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Salvavita beghelli

La tecnologia dedicata alla protezione della persona ha fatto passi da gigante. Ad oggi uno degli strumenti più utilizzati nelle case degli italiani è, non a caso, il famoso Salvavita Beghelli. Un nome ed una garanzia che nel corso degli anni ha salvato la vita a moltissime persone e non solo anziani come si potrebbe pensare. Questo dimostra quanto questo sistema di prevenzione e sicurezza sia davvero efficace e in questo articolo vogliamo dare il giusto spazio al nuovo modello che è da poco arrivato sul mercato.

I primi modelli di Salvavita Beghelli, come molti ricorderanno,  si rivolgevano principalmente alle persone anziane che vivevano da sole in casa. L’idea, al contempo semplice ma molto efficace, era quella di poter chiamare diversi numeri di parenti ed amici precedentemente memorizzati, premendo solo un tasto in caso di emergenza. Con l’evoluzione delle tecnologie costruttive e di sensori sempre più sensibili, è stato possibile creare una nuova versione del Salvavita Beghelli in grado non solo di svolgere la sua funzione principale, ma anche quella di prevenzione.

Con l’ausilio di particolari sensori infatti, il nuovo sistema è ora in grado di rilevare fughe di gas, incendi, allagamenti e addirittura effrazioni. L’idea è in sostanza quella di offrire una protezione a 360 gradi contro qualunque tipologia di incidente domestico. Questa evoluzione lo rende quindi indicato per qualunque fascia d’età, e per famiglie composto da un qualunque numero di persone, facendone un prezioso alleato per la sicurezza domestica.

Scegliere il nuovo Salvavita Beghelli significa pensare alla sicurezza di tutti i membri della tua famiglia e della tua casa. In più con un piccolo contributo mensile, potrai anche godere del servizio SOS Beghelli, che ti mette direttamente in contatto con il centro emergenze e ti invierà subito i soccorsi che ti servono.

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Farsi un tatuaggio da chi ha fatto il corso da tatuatore

I tatuaggi sono una forma d’arte molto apprezzata, sia fra i giovani ma anche fra gli adulti, che può davvero valorizzare il corpo, a patto che sia fatto con criterio e che sopratutto abbia un significato. Ma quello che importa davvero è rivolgersi sempre ad un professionista che abbia sostenuto il corso per tatuatore e che eserciti la propria professione seguendo le leggi sanitarie.

A molti può sembrare una frase ripetuta fino allo sfinimento ma è giusto che sia così. Non si pensa mai che possa capitare a noi poi però capita e ci ricordiamo di come avremmo potuto prevenire il fattaccio. Ecco perchè quando vuoi fare un tatuaggio rivolgiti a qualcuno che abbia fatto il corso da tatuatore, che disponga di un attestato reale e di una buona lista di feedback positivi.

Grazie alla collaborazione con RomEur Academy oggi vedremo nel dettaglio cosa dovrebbe insegnare un corso per tatuatore professionale. Potete altresì consultare il link per accedere direttamente alla pagina dei corsi di RomEur qualora voleste approfondire l’argomento.

Tutti possono diventare tatuatori, l’importante è avere buona manualità e un buon occhio per il ricalco. Fra gli argomenti trattati, oltre alle varie tecniche di tatuaggio, alla miscelazione dei colori eccetera, un corso professionale deve riservare un’ attenzione particolare al tema dell’igiene, insegnando allo studente come prendersi cura dei propri strumenti, come sterilizzarli e come tenere l’ambiente di lavoro.

Un corso per tatuatore del genere rilascerà sempre un attestato  riconosciuto a livello nazionale senza il quale non è possibile esercitare la professione. Quindi quando scegliete il vostro tatuatore, ricordate sempre di assicurarvi che possieda suddetto pezzo di carta e andrete sul sicuro.

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Correre al mattino, i consigli dell’esperto

Navigando in rete se ne leggono veramente di tutti i colori e spesso alcune informazioni errate vengono date di proposito per agevolare la vendita di prodotti che promettono miracoli ma che in realtà si rivelano più dannosi che altro. Oggi vogliamo parlare di coloro che amano allenarsi correndo qualche chilometro il mattino presto.

Sul web alcuni asseriscono che correre la mattina presto faccia male, induca allo stress e altre cavolate simili. In verità se si rispettano alcuni dettami di base, la corsa mattutina può avere moltissimi effetti benefici. Partiamo quindi col dire che molte persone scelgono di correre la mattina più per necessità che altro visto che spesso hanno una giornata lavorativa veramente lunga.

Una delle controversie più dibattute in rete è se sia meglio correre a stomaco vuoto o pieno. Alcuni dicono che correre a stomaco vuoto causi l’innalzamento di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina, cosa falsa visto che l’essere a digiuno non influisce minimamente sulle prestazioni durante la corsa, perfino i maratoneti più famosi si allenano a stomaco vuoto!

Un altro punto fondamentale che ogni atleta deve tenere presente è il riscaldamento. Se si decide di correre la mattina è assolutamente necessario allungare i tempi di riscaldamento abituali di almeno 10 minuti, per consentire al corpo di riprendersi dallo stato di riposo. Lo stretching ed il riscaldamento dei muscoli sono ciò che vi evita crampi e il doloroso affaticamento muscolare, non scordatelo.

Ultimo consiglio che possiamo darvi ma non di certo il meno importante, è quello di non fare sforzi eccessivi se vi siete svegliati da poco. L’organismo diventa operativo al 100% solo dopo un paio di ore, compiere sforzi eccessivi prima che sia trascorso questo tempo non è affatto consigliabile, mantenete quindi una corsa leggera o una camminata sostenuta.